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DOSSIER
MARCONI
L'inventore
della Radio e la bugia del Nobel
Ludovico
Gualandi Perchè
Marconi, dopo aver collaudato nel parco della villa paterna il suo
originale sistema radiotelegrafico, a soli 2500 metri di distanza, ritenne
che la sua invenzione meritasse un brevetto internazionale?
Perchè determinò che questo brevetto poteva essere ragionevolmente
richiesto solo in Inghilterra?
Perchè sull'opera svolta da Marconi in quel cruciale periodo, nei testi
di storia della scienza e della tecnica esiste un totale "black
out"?
In altre parole perchè nessun storico è mai riuscito a ricostruire la
biografia scientifica di uno dei momenti più importanti delle origini
della radio? Infine perchè l'originalità delle prime fondamentali
invenzioni e scoperte scientifiche di Marconi, sono tuttora oggetto di
discussioni e dissensi? Questo libro si propone come guida sicura alla
comprensione delle cause che hanno impedito a quattro generazioni di
conoscere la verità storica sull'invenzione della radio.
Pagine 200
Prezzo
15,50 €

Codice
5246san
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IL
MONDO IN CASA
I
Primi quanrant'anni di storia della Radio -
MUSEO DEL MEZZO DI COMUNICAZIONE e sede A.I.R.E. (Ass.Italiana Radio
d'Epoca) Arezzo
Prof.
Fausto Casi
Un bellissimo volume che
ripercorre con magistrale senso storico e passione per la tecnica i
quarant'anni pionieristici che hanno visto nascere una delle
l'invenzioni più famose e necessarie al progresso scientifico
dell'umanità. Il Professor Fausto Casi, grande cultore dell'antiquariato
degli strumenti scientifici e possessore delle collezione forse più
grande d'Italia pensando così di dare vita al Museo del Mezzo Nazionale
dei Mezzi di Comunicazione ad Arezzo. Il 1990 lo vede tra i fondatori
dell'A.I.R.E. (Assocoazione Italiana Radio d'epoca) con sede nazionale in
Arezzo che conta oggi oltre650 soci iscritti, tutti collezionisti nel
campo della radio, telegrafia, telefonia, televisione, ecc. Ricopre l’incarico
ufficiale di Direttore Scientifico dello stesso Museo. Realizza, da oltre
20 anni, innumerevoli MOSTRE culturali su questi settori, organizza
convegni e lezioni sia universitarie che per le scuole medie e superiori.
Progetta e mette in pratica eventi su personaggi storici - Guglielmo
Marconi, Antonio Meucci, Alessandro Volta, Galileo Galilei ed altri - con
materiale storico autentico e volumi originali. Il libro si
compone dei seguenti capitoli:
Introduzione
- Mezzi di comunicazione prima della R.T.- L'uomo vince lo spazio - Guglielmo Marconi
- Prime trasmissioni sperimentali - Esperimenti decisivi - Sviluppo della R.T. e della radiofonia in
Italia - Componenti circuitali. - L'antenna, il telaio e la terra - Il
rilevatore - I tubi elettronici - I trasduttori acustici. -
L'alimentazione - I condensatori - Gli induttori ed i trasformatori - I
resistori - I circuiti fondamentali- L'Evoluzione dei ricevitori - I classici prototipi di
Marconi - Sviluppi industriali - La radiodiffusione (broadcasting) In
Inghilterra - Negli Stati Uniti - In Francia - In Germania - In Italia - Catalogo della collezione.
Pagine 300 dimensioni 275x200x20
Prezzo 40,00 €

Codice 001casi
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LA
TELEGRAFIA AEREA (Chappe e Depillon)
Postazioni
e linee nell'Italia dell'800
Urbano
Cavina
Nella
seconda metà dell'800 con l'affermazione della telegrafia elettrica, le
antiche catene di torri segnaletiche furono via via abbandonate.
Originariamente usate nell'alto medioevo per spedire segnali, in genere
d'allarme, attraverso la combustione di fascine di paglia o di legna, esse
con il passare del tempo trovarono una applicazione sempre più complessa,
che tuttavia ci costringe ad attendere l'epoca napoleonica per vedere le
prime trasmissioni di segnali mediante la moderna telegrafia aerea ad
opera dei fratelli Chappe. Non è semplice allora ricostruire dai resti di
queste antiche torri le vecchie linee telegrafiche. Più semplice, invece,
è scorgere gli antichi semafori lungo le strade costiere, specie nei loro
punti più inoltrati e spesso più elevati, là dove più facilmente si
riusciva ad avvistare e comunicare per tempo le frequenti e rapide
incursioni della pirateria ottomana che aveva le sue basi nelle vicine
coste dell'Albania e del Nord Africa. La trasformazione di alcune torri
costiere in telegrafi marini ad asta, capaci di comunicare con le navi che
transitavano sotto costa o, nel migliore dei casi, non oltre l'orizzonte
marino, contribuì a mantenerle in vita. Fino a quando, nel primo
novecento, la Telegrafia-senza-fili di Marconi, fece il suo ingresso,
segnando in modo definitivo il tramonto del sistema di segnalazione a
bracci mobili originato dalla Télégraphie Aérienne degli Chappe (l'arma
segreta che alimentò il mito dell'imbattibilità di Napoleone). Ricordare
che la Grande telegrafia visiva dell'ottocento, con le sue tecniche e i
suoi linguaggi, non è del tutto estranea allo schema scientifico che
guida le moderne telecomunicazioni, può servire da stimolo per non
dimenticarla. O meglio, per riscoprirla senza atteggiamenti di
sufficienza, senza preconcetti. Per custodirla con attenzione, come se
fosse la vecchia foto da incorniciare e appendere di un'antenata che fila
la rocca. Per sdebitarci ed esserle riconoscente d'avere spianato la
strada con la sua semplicità alle radiocomunicazioni odierne.
Pagine 96
Prezzo 11,00 €

Codice 5128san
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